| Già dallo scorso numero del giornalino alcuni alunni si sono incaricati di raccontare alcuni degli eventi più importanti di Trecate, che si trova nei pressi di Novara, al confine con la Lombardia. Per il momento i due articoli già publicati parlano uno del mercato e l'altro della storia del Parco Cicogna e verranno qui sotto proposti. |
Il mercato di Trecate La concessione di poter fare un mercato a Trecate, il giorno di mercoledì, fu data dallimperatore Carlo V nel 1540 per alleviare le gravi miserie causate dalle guerre. |
| Quella che noi ragazzi chiamiamo Villa Cicogna con il suo parco, un tempo per i trecatesi era il "Castello". La storia del Castello Cicogna inizia con il marchese Antonio Giorgio Clerici, nobile di Milano. Appartenente a una famiglia comasca di commercianti e produttori di tessuti e sete, ottenne il titolo di marchese e finanziò la costruzione di una villa di caccia con corpo armato nel nostro paese. Il marchese Clerici nel 1756 rafforzo i suoi privilegi nel feudo di Trecate ottenendo per 8000£ d'argento da Carlo Emanuele di Savoia piena signoria e diritto di caccia. Decise pertanto di costruire la villa che noi chiamiamo Castello Cicogna. Per la realizzazione del suo progetto occorreva superare diversi ostacoli. La strada di Romentino passava in mezzo alla proprietà e la chiesa di San Michele, con il suo orto, era posto all'interno dell'attuale giardino. Il marchese superò i due inconvenienti deviando la strada e abbattendo e ricostruendo vicino la chiesa. Il progettista di Villa Cicogna fu Francesco Croce, l'architetto lombardo più significativo del suo tempo, per modernità di stile e ordinamento tecnico; la cui opera più famosa è la guglia maggiore del Duomo di Milano. Al termine della costruzione, la villa, con il suo vasto parco, utilizzata prevalentemente per la caccia, risultò un'opera dalle linee sobrie. Il marchese moriva nel 1768 e la villa di Trecate era servita al riposo del feudatario ferito in varie battaglie. Crivelli Andrea & Navazza Federico 3ªB
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Alla morte del Marchese Antonio Clerici, il feudo di Trecate fu ereditato dal figlio, che si chiamava come il padre e che era un generale austriaco. Nel 1738 Trecate passò dal governo spagnolo allo Stato Piemontese sotto i Savoia. Il generale Clerici ricevette dal Duca di Savoia Carlo Emanuele III il diritto del possesso di Trecate come feudatario. Durante questo periodo ottenne dal Papa Clemente XIII le spoglie di San Clemente martire, tratte dalle catacombe di San Calepodio, insieme con un ampolla contenente il sangue dei Santi Martiri. Il corpo fu regalato alla comunità trecatese dal generale, il quale fece anche costruire una cappella adatta nella Chiesa Parrocchiale. Al loro arrivo a Trecate, nel 1758, i resti mortali di San Clemente furono collocati in una piccola urna di sasso, ancora esistente, sotto laltare dello scurolo, e vennero conservati provvisoriamente nel castello, residenza del Marchese Clerici. Nel 1766 le reliquie furono ricomposte per opera del frate cappuccino Giuseppe Piantanida da Novara e collocate in una nuova urna di ebano, disegnata dal pittore Peracino, dove è rimasta fino ai giorni nostri. Nel maggio 1998 il corpo di San Clemente è stato tolto dallurna: si è proceduto ad una minuziosa ricognizione delle ossa, che si presentavano perfettamente conservate, alla loro ricomposizione e alla vestizione del corpo in unarmatura realizzata, attraverso una precisa ricerca storica, da specialisti trecatesi. Il corpo del Santo Patrono si presenta oggi avvolto nella "lorica segmentata" (corazza), con il "cingulum" (cinturone con pendenti), "lelmo" (corpicaopo) e le "càlighe" (calzari chiodati). Il culto di San Clemente continua dal lontano 1758 e da allora si intreccia con le vicende della nostra comunità. Crivelli Andrea & Navazza Federico 3ªB |