SPECIE LICHENICHE RILEVATE NELL'AREA DI STUDIO
E UTILIZZATE PER IL BIOMONITORAGGIO

Phaeophyscia orbicularis Necker Moberg
Physcia tenella (Scp.) DC.
Physcia adscendens (Fr.) H. Olivier
Xanthoria parietina (L.) Th. Fr.
Pseudevernia furfuracea(L.) Zopf
Parmelia caperata (L.) Ach.
Parmelia sulcata Taylor
Parmelia exasperatula Nyl.
Hypogymnia physodes (L.) Nyl.

ALTRE SPECIE LICHENICHE RILEVATE NELL'AREA DI STUDIO

Cladonia rangiformis Hoffm.
Cladonia subulata (L.) F. H. Wigg
Cladonia fimbriata (L.) Fr.
Cladonia foliacea (Hudson) Willd.
Cladonia sp.
Cladonia sp.
Lepraria sp.

Le nove specie licheniche elencate nella prima tabella sono state utilizzate nel biomonitoraggio.
Le altre sette, inserite nella seconda tabella, non sono state utilizzate per il biomonitoraggio, ma rientrano comunque all'interno dei confini dell'area di studio.
Nell'erbario che si è allestito in questo ipertesto si possono vedere le immagine relative ad ognuna di esse, unitamente ad alcune informazioni essenziali.
Nello stesso erbario sono stati inseriti anche altri licheni ritrovati in varie località sparse per l'Italia.

I LICHENI REAGISCONO IN MODO DIVERSO AGLI INQUINANTI

Tutti i licheni sono particolarmente sensibili all'inquinamento atmosferico. Ma la nostra indagine ha evidenziato come ci siano livelli diversi di sensibilità tra le specie. Alcune riescono a crescere anche in aree fortemente inquinate, altre, invece, le ritroviamo solo dove la qualità dell'aria è migliore.

Nelle zone arancioni, dove il valore dell'indice IAP è minore di 4, si sono rilevate le seguenti specie: Physcia adscendens, Physcia tenella, Phaeophyscia orbicularis.


Nelle zone rosa (IAP minore di 8), si aggiungono la Xanthoria parietina, l'Hypogymnia physodes e la Pseudevernia furfuracea.


Nelle zone gialle, verdi chiare e verdi scure (IAP minore di 26), compaiono anche la Parmelia exasperatulala, la Parmelia caperata e la Parmelia sulcata.



L'INIQUINAMENTO RIDUCE IL NUMERO DELLE SPECIE

Le specie numerosissime dei licheni, oltre 13000 riconosciute di cui circa 2000 in Italia, fanno sì che questi organismi siano indicatori preziosi della biodiversità.
Nelle aree più inquinate, come si è visto, non solo si riduce il numero dei licheni, ma si riduce il numero delle specie licheniche presenti. Tra i risultati della nostra ricerca c'è la prova sperimentale che l'inquinamento atmosferico riduce la biodiversità. Ciò significa che se non è efficacemente contrastato, si assiste ad un progressivo impoverimento del numero delle specie presenti.

I dati qui sotto raccolti rappresentano un'indicazione del numero di specie licheniche rilevate riferite alle stazioni di rilevamento, distinte per valore IAP. La varietà delle specie licheniche cresce quando la qualità del'aria migliora.

Zona rossa (deserto lichenico) - Numero specie: 0 [inquinamento molto elevato]
Zona arancio (IAP fino a 4) - Numero specie: 1-2 [inquinamento elevato]
Zona rosa (IAP fino a 8) - Numero specie: 2-3 [inquinamento abbastanza elevato]
Zona gialla (IAP fino a 13) - Numero specie: 3-4 [inquinamento medio-alto]
Zone verdi (IAP fino a 26) - Numero specie: 4 [inquinamento medio-moderato]

Per approfondire il concetto di biodiversità, cliccate il seguente indirizzo, all'interno del sito LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli):

http://www.italnet.it/lipu/biodiv.htm